Consigli dalla RHS
per il mese di aprile



(The Garden aprile 2016)

Traduzione di Mariangela Barbiero


Le cultivar di Acer palmatum sono particolarmente soggette alle bruciature fogliari,
soprattutto se coltivate in vaso, ma anche in piena terra.
Mettetele in un posto il più riparato possibile.

 

Il pigmento delle foglie rosse e porpora dell'acero giapponese (in foto: Acer palmatum 'Garnet') richiede un dispendio di energie maggiore per cui la crescita può risultare più lenta che nelle cultivar a foglia verde.

 

Per evitare la bruciatura delle foglie

L'ustione delle foglie è un problema frequente per alcuni aceri, alcuni faggi e occasionalmente per altri alberi dalle foglie tenere (come Cercis canadensis 'Forest Pansy'), specialmente in caso di fogliame dorato o variegato. Le foglie virano al marrone, in particolar modo sui margini, poi si seccano e si arrotolano, soprattutto agli apici. In caso di caduta precoce delle foglie, può esservi una seconda ricrescita più tardi in stagione.
Una volta ustionate, c'è poco che si possa fare per aiutare la pianta, a parte un apporto di fertilizzante liquido per favorire nuove foglie; se la pianta è bruciata solo lievemente, si può usare concime fogliare spruzzato direttamente dove ce n'è bisogno.

 

 

 

 

 

Bagnate regolarmente le piante in vaso e pacciamate con ghiaia per conservare l'umidità.

Che fare?

Sulle piante più predisposte, questa calamità è spesso causata da vento e sole che asciugano le foglie, o da gelate tardive (ad aprile e maggio) che le "bruciano". Svariate tecniche possono essere adottate per evitare le bruciature.
Se le piantate in piena terra, scegliete un posto riparato, lontano dal vento, dal sole di mezzogiorno e da zone soggette a gelate.
Piantatele in terreni che mantengano l'umidità, ma che restino ben drenati. Evitate zone o troppo umide o che si asciughino troppo.
Conservate l'umidità pacciamando il terreno intorno alla pianta con materiale organico, p. es. il compost, tenendolo lontano dal colletto.

Gli aceri in vaso sono più soggetti a bruciature poiché l'acqua evapora più rapidamente, e necessitano regolari annaffiature. Ogni due/tre anni spostate le piante in vasi più grandi o riducete le radici e ripiantate nello stesso vaso cambiando completamente il terriccio. Negli altri anni aggiungete la terra che manca.

Spostate le piante in vaso fuori dalle zone esposte, lontano dai forti venti e dai corridoi tra gli edifici, che creano "gallerie del vento".
In vaso, usate un terriccio di base, aggiungendo il 25% di sabbia per migliorare il drenaggio.
Pacciamate la superficie del vaso con ghiaia o corteccia.
Bagnate le nuove piante, specialmente se in vaso, regolarmente e ben bene. Cercate di mantenere il terreno fresco da metà marzo ai primi di novembre.

 

 

 

 

 

 

Come tagliare le radici e travasare le piante
Le piante in vaso nel tempo si sciupano man mano che le radici occupano tutta la terra, causando mancata aerazione e drenaggio molto scadente; e i livelli dei nutrienti diminuiscono. Alcuni giardinieri sono timorosi quando si parla di potatura delle radici, ma combinata col rinvaso è la soluzione più efficace. Rinvasate in primavera, appena inizia la nuova crescita. Date precedenza alle piante che mostrano segni che il vaso stia loro stretto (radici che fuoriescono dalla base o che crescono in cerchio perimetrando i lati fino ad arrivare in superficie), e a quelle non rinvasate da due o più anni (la pianta fotografata è la graziosa Hakonechloa macra 'Aureola', graminacea da ombra).

Come potare le radici

Inclinate la pianta. Date colpetti al vaso per facilitare l'estrazione, ma potrebbe non bastare e allora dovete tagliare il vaso di plastica o rompere quello di coccio.
Non tentate di sbrogliare la matassa di radici; è stato dimostrato che la loro potatura facilita la ripresa della pianta.
Come ridurre il pane radicale

Con un coltello fate tre o quattro incisioni verticali, sui lati della pianta estratta, profonde 2,5 cm ed equalmente distanti.
Se ripiantate nello stesso vaso, tagliate una fetta del pane radicale tutt'intorno verticalmente, per una larghezza di 2,5 cm, e tagliate anche una fetta della base per 5 cm.
Come rinvasare la pianta

Mettete nuova terra in fondo al contenitore, sia che trasferiate in un nuovo vaso sia che manteniate quello vecchio. Poggiatevi sopra la pianta e riempite tutti gli spazi, ma lasciate 2,5 cm liberi in alto per le innaffiature. Comprimete con i pollici la terra aggiunta, bagnate bene e regolarmente.

 

Gli uccelli del Regno Unito, andando controtendenza, aumentano di numero

Molte specie di uccelli del Regno Unito sono in declino. Le popolazioni, una volta comuni, di storno (Sturnus vulgaris) e di passero (Passer domesticus), per esempio, sono considerevolmente diminuite negli ultimi quarant'anni.
Ci sono molte spiegazioni, ma per questi uccelli "non agricoli" la causa principale è la diminuzione dei siti di nidificazione negli edifici moderni. Ad ogni modo, ci sono alcuni uccelli che prosperano nei nostri giardini.

 


Il colombaccio (Columba palumbus)

Dopo il declino negli anni 1950 e 1960, il colombaccio sta aumentando sia in aperta campagna sia nelle aree urbane. Il più grande piccione britannico può essere riconosciuto dalla testa piccola, dal petto sporgente e dal colore grigioazzurro (a lato: con una gazza ladra, anch'esse in aumento). Principalmente erbivori, i piccioni possono risultare dannosi negli orti di crucifere, come cavoli e broccoli. Il loro numero crescente è collegato all'intensificazione dell'agricoltura, specialmente per quanto riguarda la colza (un'altra crucifera) che ha sicuramente portato benefici a questo versatile uccello.

 


 


Il cardellino (Carduelis carduelis)
Questo bellissimo uccellino è aumentato considerevolmente di numero in anni recenti. Ha un dorso di un caldo color bruno, pancia bianca e ali nere, con una fantastica striscia gialla e una maschera rossa. Si riproduce in aree ricche di piccoli alberi e arbusti, e si nutre tanto ai bordi delle strade quanto nelle discariche industriali, pertanto le aree urbane sono l'ideale. Habitat diversi e giardinieri che li nutrono anche in inverno ne hanno incrementato il numero.

 

 

 

 


La tortora dal collare (Streptopelia decaocto)

Tipo di colombo in costante aumento malgrado si sia riprodotto per la prima volta nel Regno Unito solo negli anni Cinquanta, dopo essere arrivato dall'Asia in Europa. Oggi è uno degli uccelli più comuni; più piccolo di un colombaccio, color tortora appunto, e sul dorso del collo spicca una linea nera. Le tortore dal collare si sono diffuse con tanto successo perché si sono ben adattate a vivere accanto all'uomo, tanto da essere spesso ospitate in fattorie e giardini - specialmente se forniti di mangiatoie.

 

 

 

 

Graminacee ornamentali da seme

 

(in senso orario dall’alto a sinistra)
Le code di serpente a sonagli di Briza maxima;
Hordeum jubatum
(orzo coda di scoiattolo), una perenne anuale o comunque di breve vita;
le code di volpe di Pennisetum setaceum (un’erbacea a fontana), una perenne rustica usata per creare linee di confine spesso coltivata come annuale;
Lagurus ovatus
(erbacea coda di lepre).

Le graminacee annuali e perenni sono versatili, si adattano a diversi stili di giardino e fanno bella mostra di sé per un lungo periodo. Molte si autodisseminano, specialmente nelle bordure o nei giardini di ghiaia. Potete collocare in vaso o in piena terra le plantule, ma per moltiplicare le cultivar dovete dividere i cespi, perché le plantule da seme rischiano di non essere uguali alla pianta madre, anche se possono comunque diventare piante molto interessanti.
Per avere esattamente quel che volete, piantate semi raccolti da voi o acquistati in commercio. Il solo metodo per coltivare le specie annuali è da seme. Raccogliete i semi maturi e conservateli in un posto fresco e asciutto. Le specie rustiche possono essere seminate in estate o a inizio autunno, mentre per le delicate aspettate la primavera seguente. Seguite le istruzioni specifiche di semina ed eventuale ripicchettatura per ogni varietà. Coltivatele in seminiere, vaschette modulari o in vasi riempiti con substrato ad hoc ben drenante.
Per evitare il sovraffollamento, la marcescenza (damping-off) e per facilitare la ripicchettatura, seminate con parsimonia. Coprite con un sottile strato di compost setacciato o di vermiculite; non privateli della luce. Molte graminacee germinano a circa 10°C, ma alcune come Stipa, Miscanthus, Eragrostis e Pennisetum glaucum preferiscono 15-20°C. Mantenete il terriccio umido, ma non fradicio. Se seminate in piena terra, diradate le plantule; ripicchettate le plantule in vasi o in moduli di 9 cm non appena grandi abbastanza da essere maneggiate. Piantatele in vaso o nel luogo definitivo una volta che le radici hanno riempito il contenitore. Fate svernare le piante seminate in autunno in serra fredda o in un angolo riparato.

Graminacee annuali da seme, da provare:
Briza maxima (rustica); Hordeum jubatum (annuale rustica o perenne rustica di breve durata); Lagurus ovatus (rustica); Oryza sativa 'Black Madras' (semirustica); Pennisetum glaucum 'Purple Majesty' (semirustica); Pennisetum setaceum (perenne semirustica, spesso coltivata come annuale); Sorghum nigrum (rustica).


Le graminacee perenni rustiche facili da coltivare da seme includono:
Anemanthele lessoniana; Briza media; Eragrostis curvula (può essere di breve durata); Festuca glauca; Leymus arenarius; Miscanthus sinensis; Molinia caerulea; Panicum virgatum; Pennisetum alopecuroides; Pennisetum macrourum; Stipa tenuissima; Stipa gigantea.