PIRETRO: COME USARLO
a cura di Silvia Rubini (Giardinaggio, settembre 2006)

Da un tipo di margherita si ricava un potente insetticida che,
seppur naturale, va impiegato con una certa cautela

Tanacetum cinerariifolium

 

Si estrae da una margherita africana, Tanacetum cinerariifolium: è il piretro, sostanza insetticida ad ampio spettro ammessa in agricoltura biologica. Sebbene sia naturale, non è innocuo, nel senso che risulta tossico anche per gli insetti utili (cioè non è selettivo) e per i pesci: non va distribuito nei pressi di corsi d'acqua o laghetti "abitati", né si impiega in fioritura, quando colpirebbe le api impollinatrici. Il tempo di carenza è di 2 giorni, che devono trascorrere prima del consumo di ortaggi o frutti; sono invece 3 i giorni da attendere prima di effettuare lanci di insetti utili.

 

E' attivo contro numerosi insetti, quali afidi, coleotteri, cicaline, mosca bianca, larve di lepidotteri, altica, tripidi e miridi; non agisce su acari, insetti terricoli (oziorrinco), insetti frutticoli (vermi della frutta), né all'internPolidrosus cervinuso di foglie accartocciate (larve Tripidedi mosca degli ortaggi, afidi delle cucurbitacee). Va comunque considerato un rimedio d'emergenza, vista la discreta tossicità, da impiegare soprattutto sui focolai d'infestazione, per ridurli e dare modo agli insetti utili presenti nei distretti non trattati di completare l'opera di eliminazione della popolazione infestante residua. Trattamenti frequenti, inoltre, creano fenomeni di resistenza da parte degli insetti nocivi, soprattutto nel caso degli afidi.


Agisce per contatto: è necessario bagnare bene la vegetazione, sopra e sotto le foglie, per irrorare le popolazioni di insetti nocivi; non penetra invece all'interno del vegetale, né di insetti "corazzati" (dorifora e cimici adulte). Può quindi essere utilizzato con tranquillità sulle piante da orto e da frutto, poiché non lascia residui. L'irrorazione va eseguita nel tardo pomeriggio, soprattutto durante le giornate più calde, poiché l'efficacia diminuisce oltre i 25 °C. Dopo il trattamento, viene degradato dalla luce solare in 2-3 giorni. Il prodotto non utilizzato va conservato al buio e al fresco, per un massimo di 2 anni.

I prodotti commerciali sono in due formulazioni: liquida, già pronta per l'uso, spesso con erogatore a spruzzino (trigger), oppure in polvere, da diluire in acqua secondo le istruzioni e le dosi riportate in etichetta e da distribuire con una pompa o un vaporizzatore. L'acqua deve possedere un pH inferiore a 7: in caso di acqua "dura", va acidificata con qualche goccia di aceto o succo di limone, verificando con una cartina tornasole (o un pH-metro, ambedue reperibili nei consorzi agrari) il pH raggiunto (non deve scendere sotto pH 4). Non miscelate il piretro con il rame (basico).

I prodotti a base di solo piretro sono poco nocivi per l'ambiente, ma anche nei confronti degli insetti dannosi: in questo caso è di fondamentale importanza il rispetto delle norme di trattamento, in termini di dosi, momento dell'anno e della giornata, bagnatura, stadio dell'insetto (è preferibile si tratti di forme giovanili, più sensibili).

I prodotti in cui il piretro è abbinato al piperonilbutossido (PPBO) sono più efficaci, perché quest'ultimo migliora la persistenza e il potere insetticida del piretro. Per i trattamenti su orticole e fruttiferi è preferibile scegliere questi prodotti nella classe tossicologica "non classificato". Sinonimo di piretro è anche la dicitura "piretrine naturali", mentre i piretroidi sono prodotti chimici di sintesi (non ammessi in agricoltura biologica), con una lunga persistenza sulla coltura e nell'ambiente.