UN NUOVO OSPITE INDESIDERATO
di Elisabetta Branca (Giardinaggio, gennaio-febbraio 2006)

 

Notizie sgradite per alberi e arbusti. C'è un nuovo nemico che dalla Lombardia potrebbe diffondersi
alla Val Padana: Anaplophora chinensis malasiaca un insetto piuttosto grosso, caratterizzato da lunghe antenne. Le larve si nutrono del legno degli alberi e arbusti provocando gravi danni.


Di recente introduzione in Italia, è arrivato dall'Asia un parassita pericoloso, veicolato da materiale vivaistico infetto. Provoca danni imponenti, anche se per ora circoscritti ad alcuni comuni del Milanese e del Varesotto. Gli alberi colpiti devono essere abbattuti (secondo normativa) per stroncare la diffusione dell'insetto.

II coleottero cerambicide, classificato come Anoplophora chinensis forma malasiaca, ha un comportamento principalmente xilofago, è polifago e si nutre di latifoglie sia a portamento arbustivo che arboreo. Il ciclo biologico si svolge in uno/due anni. L’uovo, di forma allungata e colore bianco panna appena deposto, può raggiungere i 5 mm di lunghezza; viene posizionato singolarmente dalla femmina, che incide con le mandibole il legno, alla base del fusto e sulle radici affioranti. Le larve sono apode, anch'esse color bianco panna; il capo è leggermente appiattito e brunastro; a maturità raggiungono 45-55 mm di lunghezza. Si nutrono di legno scavando gallerie nel fusto e sulle radici. La stabilità dell'albero può essere fortemente compromessa e il vegetale è esposto a rischio di schianto o a infezioni fungine.

L'adulto ha una livrea nera con macchie bianche. La femmina misura circa 35 mm, mentre il maschio può superare i 25 mm. Un carattere distintivo molto appariscente è rappresentata dalle lunghe antenne: misurano da 30 a 70 mm. La capacità di volo rende ancor più pericolosa la sua possibilità di diffusione. Con lo sfarfallamento (che avviene da inizio giugno a fine agosto in Lombardia), l'insetto lascia in evidenza fori di notevoli dimensioni che misurano 15-20 mm e si nutre poi di corteccia e di porzioni vegetali dell'anno. Ogni femmina è in grado di deporre circa 60-70 uova.

Contro la diffusione dell'insetto sono state emanate precise misure di lotta. Il suo comportamento rende difficoltosa l'individuazione prima che le piante colpite siano compromesse. Nei comuni ove è stato individuato vi è il forte rischio che il patrimonio arboreo possa essere in serio pericolo, così come l'incolumità delle persone, se non vengono tempestivamente individuate le piante attaccate e indebolite strutturalmente. La buona capacità di volo e la commercializzazione di materiale vegetale aggravano la propagazione di questo indesiderato organismo, che potrà essere eradicato solo mediante l'applicazione delle norme con l'aiuto di tecnici operatori del settore, delle istituzioni e dei cittadini.

 

SE AVVISTATE IL NEMICO

Su vegetazione comune: Immediata segnalazione agli uffici di competenza (Servizio fitosanitario regionale, Comuni ecc,); abbattimento seguendo le modalità imposte dal Servizio fitosanitario.

Su alberi importanti: Segnalazione agli uffici di competenza; indagine di stabilità. In caso di forte compromissione dell'albero, abbattimento. In caso di condizioni di stabilità meccanica accettabili saranno prese precauzioni per limitare la diffusione dell'insetto e tutelare il vegetale da ulteriori problemi fitosanitari.

 

 
 

 

COSA FARE CONTRO L’ANOPLOPHORA


Consigli utili: Monitorate, nel periodo compreso tra giugno e agosto, i germogli e soprattutto i colletti delle piante per individuare rosure superficiali, che indicano la presenza dì adulti e quindi la possibilità di deposizione delle uova e di consistente aggravamento del problema nelle stagioni successive. In questa fase è ancora possibile intervenire ostacolando la deposizione o cercando di colpire le giovani larve.

Trattamenti con imidacloprid: Agiscono contro gli adulti (applicazioni da eseguire nel periodo compreso tra giugno e fine agosto); contro le larve (trattamenti da effettuare da marzo fino ai freddi invernali).

Mantenimento dei vegetali colpiti: Iniezioni al tronco e irrigazioni al piede con imidacloprid (verificare l'applicabilità del prodotto commerciale in funzione degli usi consentiti e delle normative). I vegetali vanno mantenuti nelle migliori condizioni idriche e nutrizionali. Anche trattamenti fungicidi ad ampio spettro, in via preventiva, possono aiutare la pianta a superare lo stress subito senza complicazioni.

Procedure di abbattimento: L'abbattimento va eseguito preferibilmente da ottobre a maggio; prima di procedere occorre informare il Servizio fitosanitario. La parte superiore della pianta, ove non sono presenti i danni (sopra i 2 m), può essere smaltita secondo le procedure usuali; la parte inferiore va smaltita mediante incenerimento subito dopo il taglio. Le ceppaie e le radici devono essere incenerite; in alternativa occorre trattare con principi attivi erbicidi a base di triclopir, picloram o fluroxipir + triclopir con lo scopo di devitalizzare la ceppaia. Il tronco e la superficie circostante (almeno 2 m) devono essere ricoperti da una rete metallica a maglia fine (<5 mm) ben fissata da mantenere, per almeno due anni, periodicamente controllata al fine di impedire l'eventuale allontanamento di adulti.

Piccolo glossario
Xilofago: insetto che si nutre solo di legno.

Polifago: insetto che si nutre di diversi tipi di piante.

Ciclo biologico: passaggio dei vari tipi di stadi (uovo, larva, adulto).

Apode: senza zampe.

Sfarfallamento: passaggio dallo stadio di larva a quello di adulto con ali.