COCCINIGLIE A SCUDETTO DELLE CONIFERE
dannosi parassiti di cipressi, tuje, ginepri (Cupressacee) e pini
Testo e foto di Mario Ferrari (Giardini, febbraio 2005)


COCCINIGLIE A SCUDETTO INFESTANTI LE CUPRESSACEE

ll genere Carulaspis è sicuramente il più diffuso in Italia con le specie Carulaspis carueli e Carulaspis juniperi. Queste cocciniglie infestano le foglie squamiformi e gli aghi delle piante ospiti e a volte anche le strutture riproduttive, determinandovi incrostazioni massicce di strati di follicoli sovrapposti a cui seguono deperimenti vegetativi e disseccamenti alla vegetazione.


Carulaspis carueli

C. carueli è una cocciniglia con un areale di colonizzazione legato agli ambienti mediterranei. Questo diaspino infesta prevalentemente i cipressi, le tuie, i Chamaecyparis, i libocedri, i leilandii e i ginepri. I follicoli (scudetti) delle femmine adulte sono tondeggianti, di colore biancastro con il centro di colore giallastro dovuto al tegumento che traspare dalla zona più sottile dello scudetto. I follicoli maschili sono invece più piccoli e oblunghi, ma sempre biancastri.

Il diaspino supera l'inverno allo stadio di femmina fecondata, riparata sotto il suo follicolo; inprimavera, tra aprile e maggio, le femmine riprendono l'attività e depongono le uova; tra la fine di maggio e giugno dal follicolo materno escono gli stadi giovanili che si disperdono sulla vegetazione in cerca di punti nuovi su cui fissarsi e completare lo sviluppo.

Negli ambienti a clima mite questo diaspino compie due generazioni all'anno, mentre nei climi più freschi ne compie una soltanto.
Il deperimento della pianta è lento ma progressivo e, oltre un certo limite, irreversibile; le piante infestate e deperite vengono poi attaccate da parassiti opportunsti, come gli Scolitidi, che ne aggravano il già precario stato di salute.

 

Carulaspis juniperi
C. juniperi è una cocciniglia infeudata ai ginepri, ma è in ogni caso in grado di infestare anche i cipressi, le tuie, i leilandii e altre Cupressacee.
Si tratta di un altro diaspino a follicolo biancastro diffuso in tutto l'areale mediterraneo; il follicolo femminile è ovoidale, di colore biancastro con il centro giallastro, mentre il follicolo maschile è allungato e di colore biancastro. C. juniperi sverna come femmina fecondata e compie una generazione annuale. Le fronde infestate vanno incontro a ingiallimenti e a disseccamenti che spesso sono più accentuati nelle parti interne della chioma.


COCCINIGLIE A SCUDETTO INFESTANTI I PINI


Le cocciniglie a scudetto (diaspini) che più frequentemente colonizzano i pini appartengono prevalentemente al genere Leucaspis; più precisamente, alle specie Leucaspis pini, Leucaspis loewi e Leucaspis pusilla.
Si tratta di cocciniglie i cui stadi giovanili e le cui femmine adulte rimangono racchiuse all'interno di un follicolo (o scudetto) di colore biancastro, costituito dal tegumento ispessito e da secrezioni sericee e cerose.


Leucaspis pini
La specie L. pini (cocciniglia a virgola bianca maggiore del pino) è presente in diversi areali della penisola, dove è infeudata al pino nero, al pino mugo, al pino silvestre, ecc.; questo insetto presenta il follicolo (scudetto) femminile allungato (3,2 x 1,2 mm), di colore bianco con le esuvie color rosso brunastro. Questo diaspino infesta gli aghi dei pini disponendosi lungo il loro margine interno, un poco concavo, e per tutta la loro lunghezza. Questa cocciniglia compie una generazione all'anno, svernando allo stadio giovanile o come giovane femmina; le femmine ovidepongono a maggio e la maggiore presenza degli stadi giovanili (più vulnerabili ai trattamenti) si ha nel mese di giugno.

Leucaspis loewi
La specie L. loewi è diffusa anch'essa un po' in tutta la penisola e si associa molto spesso alle infestazioni di L. pini; le specie di pino infestate, infatti, sono più o meno le stesse. Le femmine presentano un follicolo a forma di cozza, con una parte ristretta e una allargata e arrotondata, di colore biancastro, con esuvie giallo-brunastre. Come la precedente cocciniglia, infesta gli aghi dei pini localizzandosi però prevalentemente alla loro base; sverna allo stadio giovanile e compie un ciclo analogo alla congenere precedentemente trattata.

Leucaspis pusilla
La specie L. pusilla (cocciniglia a virgola del pino) è anch'essa diffusa in tutta Italia dove infesta sia pini mediterranei (pino marittimo, pino italico, pino d'Aleppo), sia pini tipici anche di areali più settentrionali: come il pino nero, il pino silvestre, il pino mugo, ecc. Le femmine presentano un follicolo allungato e leggermente ricurvo, di colore biancastro, con esuvie di colore giallo ocraceo, Questo diaspino infesta anch'esso gli aghi dei pini ospiti, dove si dispone nella loro parte basale e interna; anche questa cocciniglia compie una generazione all'anno con ovideposizione molto scalare e prolungata nel tempo: da aprile-maggio fino a metà estate (in rari casi si può avere una seconda generazione).


RICONOSCERE LE COCCINIGLIE DEI PINI

La colonizzazione di queste cocciniglie è molto caratteristica e facile da identificare, in quanto i loro follicoli si dispongono in modo lineare lungo gli aghi o alla loro base; in corrispondenza dei follicoli, sulla faccia superiore degli aghi si evidenzia sempre un marcato ingiallimento che spesso produce il disseccamento precoce degli aghi infestati e la conseguente loro caduta lasciando i rametti spogli, soprattutto nella loro parte mediana e basale, dove la filloptosi (caduta delle foglie) è più accentuata. In caso di forti infestazioni le foglie cadono lasciando le piante mediamente spoglie, di aspetto stentato, sofferente e predisposte all'attacco di parassiti secondari e opportunisti come i Coleotteri Scolitidi.



TECNICHE DI CONTROLLO E DI LOTTA ALLE COCCINIGLIE DELLE CONIFERE

La lotta contro questa tipologia di cocciniglie è generalmente giustificata solo in vivaio e in caso di massicce e gravi infestazioni. In ogni caso il momento migliore per effettuare i trattamenti, che corrisponde alla massima vulnerabilità del diaspino, è rappresentato dalla nascita degli stadi giovanili e dalla loro uscita dai follicoli materni ovvero in primavera - inizio estate, tra aprile e giugno, a seconda dei cicli biologici delle diverse specie trattate.
La lotta è in genere di tipo chimico e i prodotti da utilizzare sono per lo più costituiti da oli bianchi attivati con insetticidi (Fenitrotion, Acefate, Diazinone, Clorpirifos-metile, Piretroidi, Etofenprox, ecc.). I trattamenti vanno in genere ripetuti in numero e cadenza funzionali al tipo di cocciniglia, alla sua biologia e alla scalarità di nascita degli stadi giovanili, oltre che logicamente in funzione del tipo di infestazione e di incrostazione delle fronde colonizzate. Questi diaspini, in natura, presentano alcuni nemici naturali che non sempre però sono in grado di esercitare un controllo efficace e duraturo; tra i controllori naturali più importanti possiamo annoverare le coccinelle: Chilocorus bipustulatus e Exochomus sp.