FRANCIA: VIETATO PARLARE DI ORTICHE
( Il Giardino Fiorito, novembre 2006)


 

 

Usato da secoli nella protezione dei vegetali, il macerato di ortica ha come unico ingrediente, oltre all'acqua, le foglie di questa pianta spontanea, chiamata molto ingiustamente erbaccia.
L'ortica è un alimento molto ricco di minerali, e al tempo stesso consolida e nutre i suoli; in Africa la «Rete per l'agroecologia» sostiene i contadini che la curano a questi scopi. Ha inoltre usi cosmetici ed erboristici, se ne possono ricavare carta e tessuti nonché, appunto, fitofarmaci naturali.

Potenzialità del tutto trascurate.

Ma in Francia è peggio. Dal 2002 in seguito a un'azione del Dipartimento repressione frodi del Maine-et-Loire, la vendita del macerato è diventata fuorilegge. La ragione?
Non certo un presunto danno, dato che questo antico rimedio non ne ha mai registrati; ma perché il prodotto non è omologato. Come ha spiegato al sito www.univers-nature.com il contadino e scrittore Bernard Bertrand, portavoce dell'associazione Amis de l'ortie dedicata al recupero dei saperi tradizionali in campo agricolo, l'omologazione è un burocratico procedimento lungo e costoso, che richiede anni di sperimentazione e decine di migliala di euro. Il che è più che giusto per le miriadi di sostanze di sintesi che affliggono il pianeta e l'agricoltura; ma per quelle nemmeno basta, visto che i loro effetti tossici si rivelano magari dopo decenni.

Per i prodotti naturali, da tempo usati e che non hanno mai messo in pericolo la salute pubblica, l'omologazione è un'assurdità, sostiene Bertrand.

Bertrand e altri hanno chiesto una sorta di esenzione per legge, un certificato speciale per i prodotti naturali e conosciuti; ma niente. Da poco la situazione è peggiorata, diventando addirittura surreale. Il 1° luglio è entrato in vigore un decreto che impedisce perfino di divulgare ricette per la preparazione di prodotti naturali se non omologati.

Si vieta di trasmettere un sapere che appartiene alla memoria collettiva e potrebbe anche perdersi, di questo passo. Il solo fatto di comunicare pubblicamente, ad esempio durante un corso, o in un testo - come il libro Purin d'ortie et compagnie scritto dallo stesso Bertrand - o anche in un articolo, la ricetta secolare del macerato, o anche l'efficacia diserbante dell'acqua calda, in teoria comporta una multa salata e due anni di prigione. Magari non si arriverà a tanto, ma l'effetto disincentivante c'è.

Alla fine di agosto Eric Petiot, un altro degli autori del libro, giardiniere paesaggista e organizzatore di stages sull'agricoltura biologica, ha ricevuto la visita di due ispettori, uno del servizio nazionale per la repressione delle frodi e l'altro del servizio regionale per la protezione dei vegetali, i quali gli hanno precisato che per i rimedi non omologati è vietata anche l'informazione, e che non deve più portare gli stagisti a raccogliere le erbe selvatiche.

Rimane il diritto di preparare il macerato e altri fitosanitari naturali per il proprio uso diretto; ma guai ad andare a dire che funziona, foss'anche in una riunione di paese.