AVVENTURE IN GIARDINO
Un team di paesaggisti ha immaginato lo spazio
per i piccoli: sicuro. stimolante, divertente
testo e foto di Mimma Pallavicini
(dal Giardinaggio, dicembre 2004)

 

Se è vero che il giardino è luogo di relax, ricarica emotiva, contatto con la natura, apprendimento nella dimensione di gioco, cultura di un'arte (e non finisce qui l'elenco delle virtù positive), come è possibile non dedicarlo anche a loro, ai piccoli di casa?
Nel progettare il verde domestico troppo spesso ci serviamo dei canoni in uso per arredare il salotto: dividiamo gli spazi per renderli esteticamente gratificanti e funzionali a noi adulti, prevediamo alberi, arbusti e fiori come decorazione al pari degli arredi e complementi da interni. Eppure, frequentando aiuole e tappeto erboso, siepi e orto, i bambini possono vivere alcune delle esperienze formative e ludiche più intense dell'infanzia, che avranno ricadute positive nelle altre stagioni della vita. Così, organizzando questo spazio speciale dell'abitazione anche in funzione della loro crescita serena, possiamo fornire molte chance in più al loro futuro.

L'occasione per queste considerazioni viene dalla sesta edizione della mostra di giardinaggio "Sinfonia floreale", svoltasi ad Arona (NO) tra il 10 e il 12 settembre scorso. Ogni anno la manifestazione invita alcuni paesaggisti a progettare e allestire giardini su un tema, che quest'anno è stato proprio "II giardino per i bambini". La scelta degli organizzatori è forse il segno di una nuovo atteggiamento delle istituzioni e la prova di un encomiabile impegno divulgativo da parte degli architetti del paesaggio italiani.
Di certo, l'evento è stato un'occasione importante per il largo pubblico di apprendere che ci sono molti modi possibili di condividere il giardino con i piccoli di oggi, che saranno gli adulti di domani.

A dimensione di bambino
Un problema importante, che va affrontato prima di tutto: le misure. A rendere il giardino inospitale e poco o nulla agibile ai bambini spesso sono le dimensioni di ciò che dovrebbe essere alla loro portata e non lo è: i gradini di una scalinata, i piani di seduta e di appoggio, i vasi con le piante...
Per capire il loro disagio, basterebbe immaginarci lillipuziani in una realtà da giganti, come hanno dimostrato per la manifestazione di Arona, con sapienza compositiva e ironia fiabesca, le paesaggiste Marzia Brandinelli e Silvia Refaldi dello studio Verdearchitettura di Milano. Ma, oltre agli elementi "inorganici", anche gli alberi d'alto fusto, già fuori scala per gli adulti, diventano entità enormi per i più piccini e un giardino in cui è predominante questo tipo di vegetazione, presenza aliena e non famigliare, li può allontanare dal contatto con la natura invece di promuoverlo. Se si realizza il giardino quando i figli sono in tenera età, perché non rinunciare per esempio a un esemplare già adulto, costoso e di pronto effetto, a favore di un giovane albero che cresca man mano che i figli crescono, diventando compagno di vita con cui essi possano misurarsi?

Quanto alle erbe e ai fiori, sanno diventare amici e complici e possono essere valorizzati persino come metro di paragone. È una delle belle soluzioni, sofisticate e moderne, progettate dall'architetto Annalisa Ferraris di Baldissero Torinese (TO) per "II giardino della Pinceporica", che ha previsto dislivelli e materiali ben coordinati e utilizzato piante insolite, come il sorgo, con il curioso gioco delle etichette in plexiglass (l'allestimento è di Scultura di Cecilia Serafino di Torino), e in cui piante ornamentali come gigli, celosie, girasoli, e altre utili, come il sorgo, diventano parametri ai quali i nostri minuscoli giardinieri possono rapportarsi rispetto alla propria altezza e al tempo: oggi sono alto come questa pianta, domani sarò come quest'altra, tra qualche anno come quella là in fondo...

Con la voglia di rendere partecipi i bambini del "nostro" giardino, e con la fantasia necessaria per renderlo condivisibile come terreno di gioco, si possono inventare molte soluzioni esaltanti anche senza acquistare le solite strutture-gioco, quali scivoli e altalene: dall'albero della cuccagna, ipotizzato dall'architetto Valerio Parola, con la chioma grondante giocattoli, raggiungibile attraverso una scaletta avventurosa, sino ai percorsi di "Fantasticamminando" di Emanuela Baccicchetti e Manuela Strada e al gioco della "settimana" disegnato a terra nell'allestimento progettato da Elena Paola Dal Zio. Persino gli angoli più formali e classici possono funzionare come stimolo al gioco.

Una visione ludica
Al concorso di Arona un premio speciale della giuria è andato a "Nascondin", un labirinto essenziale di basse conifere: nulla è stato previsto espressamente in funzione dell'uso infantile, ma i bambini se ne possono servire senza pericoli per i loro giochi di movimento anche se la superficie è ridotta, perché lo sviluppo dei vialetti in un labirinto è comunque notevole: un invito a rincorrersi, a nascondersi, a sentirsi abili nel trovare la via d'uscita...
L'idea è di Omar Joan di Saonara (PD), realizzato da Giorgio e Renato Joan, premio speciale della giuria "per l'essenzialità che non va a scapito dell'efficienza ludica".

E, nel giardino intitolato "II volto di Topolino", allestito dalla Divisione Verde e Ambiente del Comune di Torino, la prova che anche i parchi urbani possono trovare il compromesso tra la fruizione dei grandi e quella dei piccoli, dando le sembianze del più amato personaggio dei fumetti a un'aiuola tutta colorata, che i bambini stessi possono contribuire a realizzare facendo pratica di giardinaggio e imparando a distinguere i colori e le tessiture delle piante.
Forse più di ogni altra cosa, è importante la nostra capacità di adulti di vivere il giardino con i ragazzi per "fare insieme". Sono momenti in cui, praticando il giardinaggio come palestra di gioco, di sintonia con le stagioni, l'osservatorio della natura, si capisce che il verde è il migliore terreno d'incontro famigliare e, con un impagabile senso di reciproca appartenenza, si prova l'orgoglio di comprendersi su basi solide e fattive.



Il volto di Topolino

La tecnica della mosaicoltura per dare un volto a un personaggio amatissimo. E se non è un giardino da vivere, è però da costruire e poi da ammirare, cogliendo i colori e le tessiture delle piante.
Un'idea dei progettisti della Divisione Ambiente e Verde del Comune di Torino, che hanno realizzato giardini nelle scuole materne municipali, anche con la progettazione partecipata.




In giardino insieme
Così, indagando nei desideri più profondi dei nostri bambini, tramite il giardino possiamo scoprire che in cima ai loro obiettivi non ci sono le suggestioni del consumismo di massa, i regali natalizi, le mode capricciose, ma il regalo della nostra presenza assidua e propositiva attorno a un piacere comune: "Che dici: nel prossimo fine settimana costruiamo una mangiatoia per gli uccellini, raccogliamo bacche e tralci d'edera per le ghirlande delle feste, andiamo a vedere se il riccio è nella sua tana, se il topolino ha rosicchiato i bulbi, se si sono già gonfiate le gemme del calicanto.
Oppure, se piove, incominciamo a dipingere i vasi in cui pianteremo gli ortaggi la prossima primavera...". Come ha fatto, con allegria scanzonata e uso accorto di colori e piante, l'architetto Claudia Candeli di Torino nel suo "Colori buffi in un orto matto", che ha vinto il primo premio a "Sinfonia Floreale".
Non a caso, dividendo il riconoscimento con un allestimento di segno opposto, "Giochi negati" dell'architetto Paola Violani di Milano, un pensoso invito ad adulti e bambini a vedere nel giardino un luogo importante per crescere con serenità, condizione negata a una troppo grande parte d'infanzia che conosce solo gli orrori della fame, delle guerre e dello sfruttamento. In questo modo il nostro fazzoletto di verde diventa uno spicchio di realtà dal quale affacciarsi sul m
ondo.

Giochi negati. Un giardino che fa riflettere gli adulti sulle disuguaglianze e sui giochi negati a milioni di piccoli, costretti a crescere anzitempo.
Questo il messaggio di Paola Violani di Milano, realizzato da Nespoli di Carugo (CO).

 

L'albero della cuccagna. Giocattoli e peluches appesi a un albero dal tronco basso e dalla chioma rada, un gioco irresistibile: per raggiungere il tesoro, una scaletta di legno e una di corda. Perché il tutto sia a prova di cadute, uno spesso letto di sabbia alla base del tronco, che serve anche per altri giochi. Progetto di Valerio Parola di Ispra (VA), realizzato da Monverde di Brebbia (VA).

 

 

 

A che gioco giochiamo? Uno dei giochi più in voga al tempo dei nonni e dei genitori, come la "settimana" proposta dai progettisti Elena Paola Dal Zio di Milano e Daniele Baroni di Sesto S. Giovanni, per un giardino che è anche un percorso di rivisitazione della memoria, con la volontà di tramandare i momenti sereni dell'infanzia.
Realizzazione dei Fratelli Passerini di Caleppio di Settala (MI).

 


Il giardino dei giganti. Come comprendere il disagio dei bambini nell'affrontare le misure, per loro fuori scala, degli adulti? Provate con "II giardino dei giganti" di Verdearchitettura di Milano. Marzia Brandinelli e Silvia Refaldi hanno usato piante con foglie grandi (Alocasia, Cordyline 'Red Sensation', Calathea, Thevetia...) in vasi enormi. Poi hanno aggiunto un tavolino altissimo e panchette di dimensioni normali che, per contrasto, appaiono minuscole, Realizzazione Floric, Lago Maggiore di Gemonio (VA).

 

 

Colori buffi in un orto matto, Claudia Candeli, paesaggista di Torino vincitrice con questo progetto dell'esposizione di Arona, ex-aequo con "Giochi negati", ha verniciato personalmente i vasi, con colori all'acqua, e la giuria l'ha premiata anche per "il sapiente utilizzo di materiali poveri".

 

 

 

 


La stanza dei bambini

 

Uno spazio orientaleggiante che emana serenità, luogo segreto in cui i bambini possono sentirsi protetti dall'abbraccio accogliente della vegetazione.
Rigoglioso e ordinato, insegna la pratica dell'ordine e il piacere della quiete che inducono a cogliere dimensioni, luci e suoni naturali.
Progettato dall'Associazione Verdisegni, è stato realizzato dalla Floricoltura II Trifoglio di Bodio Lomnago (VA)
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